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Non è un corso tradizionale: l’idea guida ogni scelta e la tecnica diventa il mezzo per darle forma concreta. La camera oscura e le tecniche antiche di stampa, diventano il mezzo per rendere tangibile il pensiero fotografico: rallenta, obbliga a scegliere, rende visibili gli errori e trasforma l’imprevisto in opportunità.
Tracce è un percorso per chi sente che il proprio lavoro fotografico si è fermato, o ha perso direzione per renderlo  più consapevole. Se si sente il bisogno di trovare altre strade e rallentare per ritrovare senso e intenzione nel fare fotografia.

L’esperienza analogica insegna a prendere decisioni consapevoli, sviluppare metodo e autonomia, competenze che potranno guidare qualsiasi altro lavoro futuro, analogico o digitale che sia, rendendolo più intenzionale e autentico.

Il nome Tracce racchiude questa filosofia: lasciare segni visibili, nelle immagini e nel pensiero, per costruire un linguaggio fotografico autentico e personale.

Il percorso è rivolto a chi ha una minima autonomia con la propria fotocamera, curiosi e motivati, interessati a sviluppare un progetto personale a partire da un tema comune e a confrontarsi con un gruppo selezionato.

La tecnica diventa strumento per acquisire consapevolezza, autonomia e metodo.

Il percorso culmina in una mostra collettiva, un momento di restituzione pubblica dove le immagini diventano dialogo e confronto.

Il martedì dalle 20.00 alle 22.30, lezioni in aula, in laboratorio e diverse sessioni individuali e di gruppo per produrre le stampe assisitite dal docente.

PREZZO PROMO con possibilità di rateizzazione (vedi scheda tecnica).
Rispetto alla prossima sessione del 2027 costa il 17% in meno. Per informazioni contattaci!

Dal 17 MARZO al 16 GIUGNO 2026 + incontri in remoto + incontri per allestimento mostra fotografica in autunno 2026.

Ore in aula - Curatela
0 +2
Ore di pratica
0 /20
Sessioni di stampa assistita
0
Ore da remoto (tutoring)
1- 0
Ore allestimento e mostra
0
Descrizione e struttura corso
A CHI è' RIVOLTO

Chiariamo subito questo punto. Non è per tutti! e non si intende che si deve essere esperti e profondi conoscitori della tecnica!! tutt’altro! 
Tracce è un percorso per chi sente che il proprio lavoro è in stallo, o ha perso direzione, ma anche per chi vuole cominciare ad avere un metodo.
Non perché manchino idee, ma perché manca uno spazio in cui pensarle, metterle alla prova e trasformarle in un progetto consapevole.
Se si sente il bisogno di trovare altre strade o rallentare per ritrovare senso e intenzione nel fare fotografia, Tracce è un luogo di lavoro, confronto e ricerca.
Chi partecipa deve essere disposto a rimettersi in discussione, anche resettarsi e ricominciare. Infatti uno degli scopi di questo percorso è quello di rimescolare le carte ed aggiungerne di nuove.
Si deve poter investire tempo, sia durante gli incontri, ma anche a casa per produrre materiale utile per poter lavorare al proprio progetto.
Se si vede la fotografia come uno sporadico passatempo, questo percorso non è quello adatto!
Non parliamo di tecnica, ma di pensiero! La tecnica ce la innestiamo noi, insieme! 

OBIETTIVI DEL PERCORSO
  • Accompagnare i partecipanti in un percorso di ricerca fotografica analogica, centrato sulla costruzione del pensiero e non sulla sola tecnica.
  • Utilizzare la camera oscura e le tecniche antiche di stampa come strumenti per rallentare il processo, rendere visibili le scelte e sviluppare consapevolezza.
  • Favorire la costruzione di un linguaggio fotografico personale, a partire da un tema comune.
  • Stimolare il confronto critico e il dialogo all’interno del gruppo come parte integrante del processo creativo.
  • Condurre il lavoro verso una restituzione pubblica, attraverso una mostra collettiva come momento di sintesi e chiusura del percorso.
GOALS
  • Un progetto fotografico coerente e strutturato, sviluppato nel tempo e sostenuto da scelte consapevoli.
  • Un metodo di lavoro personale, applicabile anche oltre l’analogico e trasferibile al digitale o altro mezzo che si ritenga utile per un certo risultato.
  • Maggiore chiarezza sul proprio modo di guardare e fotografare, sulle proprie intenzioni e direzioni di ricerca.
  • Capacità di editing e selezione autonoma, distinguendo tra immagini forti e immagini funzionali al progetto.
  • Un rapporto più maturo con errore, limite e imprevisto, intesi come parte del linguaggio.
  • Un’esperienza reale di confronto critico e restituzione pubblica, utile a sostenere e argomentare le proprie scelte autoriali.
Perché in analogico

L’ANALOGICO RALLENTA
Il rallentamento, in questo contesto, è un vantaggio cognitivo.
Nel digitale è facile lasciarsi trascinare e produrre immagini senza prendere decisioni reali.
Con l’analogico ogni gesto richiede tempo e attenzione: obbliga a scegliere, a fermarsi, a pensare prima di agire. È uno strumento per acquisire consapevolezza di ciò che accade tra l’idea e il risultato finale.

L’obiettivo principale del percorso non è imparare la fotografia analogica in sé, ma usarlo come strumento per rimettere in discussione alcune abitudini consolidate del fotografare, come:

  • scattare senza riflettere,
  • fotografare senza limiti,
  • rimandare le decisioni al “poi sistemo”,
  • inseguire la perfezione tecnica come fine.

L’ERRORE COME LINGUAGGIO
Nel digitale l’errore si elimina.
Nell’analogico l’errore resta e costringe a capire se è un problema o una direzione.
È qui che nasce l’autorialità: non nel controllo totale, ma nella responsabilità delle scelte e a volte anche nell’incertezza della scelta presa.

MENO SCORCIATOIE PIU’ PENSIERO
Niente preset, niente raffica, niente correzioni infinite.
L’analogico riattiva il pensiero e apre spazio a soluzioni meno automatiche e più personali.

LA MATERIA EDUCA LO SGUARDO
Carta, chimica, negativi, superfici.
La materia fisica genera consapevolezza del processo, rispetto per l’immagine come oggetto e distanza dall’immagine-consumo.

PARADOSSALMENTE L’ANALOGICO CHIARISCE ANCHE IL DIGITALE.
Chi attraversa davvero questo processo usa il digitale in modo più intenzionale e consapevole, meno dipendente dagli strumenti, perché ha imparato a decidere prima, non solo ad aggiustare sul già fatto.

L’analogico qui non è una scelta nostalgica, ma uno strumento per tornare a decidere. Se vuoi capire cosa succede tra l’idea e l’immagine, Tracce lavora proprio lì.

Programma del percorso

Il percorso si sviluppa nell’arco di alcuni mesi e alterna incontri guidati, fasi di lavoro autonomo e sessioni di supporto individuale, fino alla restituzione finale sotto forma di mostra collettiva.

Avvio e definizione del tema
Un primo incontro introduce il metodo di lavoro, le regole del percorso e la definizione di un tema comune, inteso come vincolo e strumento di ricerca. L’obiettivo è spostare subito l’attenzione dall’estetica all’intenzione.

Strumenti e processi analogici
Il percorso prosegue con incontri dedicati alla camera oscura analogica e alle tecniche antiche di stampa, per comprendere come la stampa influenzi il linguaggio e come ogni tecnica possa dialogare con il progetto personale.

Ricerca e produzione
Ampio spazio è dedicato al lavoro autonomo, alla sperimentazione e alla produzione delle immagini. I partecipanti possono utilizzare la camera oscura e le tecniche di stampa con il supporto del docente, attraverso sessioni di stampa assistita su appuntamento.

Editing e costruzione del progetto
Sono previsti incontri di editing collettivo, in cui i lavori vengono letti, discussi e selezionati in relazione al tema comune. L’obiettivo è affinare il progetto, lavorare sulla coerenza e arrivare a un corpo di immagini consapevole e necessario.

Finalizzazione e mostra
Il percorso si conclude con un incontro dedicato alla progettazione della mostra e con una mostra collettiva finale, come momento di restituzione pubblica e chiusura del processo.

Quanto tempo richiede

Tracce non è un corso intensivo né un laboratorio mordi e fuggi.
È un percorso che richiede presenza, continuità e responsabilità.

Gli incontri guidati sono distribuiti nel tempo e non hanno cadenza settimanale fissa.

Tra un incontro e l’altro è previsto tempo di lavoro autonomo, dedicato alla produzione, alla sperimentazione e alla riflessione.

L’accesso agli spazi e le sessioni di stampa assistita permettono a ciascun partecipante di lavorare secondo il proprio ritmo.

Il tempo richiesto non è misurabile solo in ore, ma nella disponibilità a mettersi in discussione, a fare scelte e a portare avanti un progetto fino alla sua forma finale.

Chi cerca risposte rapide o risultati immediati probabilmente non troverà qui ciò che cerca, solo chi è disposto a prendersi il tempo necessario.

Calendario e fasi

1. Incontro di apertura – 17 marzo 2026
Presentazione del percorso e definizione del tema comune
2. Introduzione alla camera oscura analogica – 24 marzo
3. Tecniche antiche di stampa – 31 marzo
4. Fase di lavoro autonomo 14 aprile
Produzione, sperimentazione e ricerca
5. Prima sessione su appuntamento di stampa assistita del proprio progetto
(date da concordare)
6. Primo incontro di editing collettivo – 5 maggio
Discussione, lettura e selezione
7.  Seconda sessione su appuntamento di stampa assistita del proprio progetto
(date da concordare)
8. Seconda fase di lavoro autonomo – 26 maggio
Affinamento e sviluppo
9. Terza sessione su appuntamento di stampa assistita del proprio progetto
(date da concordare)
10. Incontro di editing finale – 9 giugno
Selezione definitiva e costruzione dell’opera
11. Quarta sessione su appuntamento di stampa assistita del proprio progetto
(date da concordare)
12. Incontro di progettazione della mostra – 16 giugno
Dall’opera allo spazio
Definizione del concept della mostra collettiva, scelte espositive condivise
13. Mostra finale autunno 2026
Restituzione pubblica del percorso

Scheda tecnica corso

Numero ore totali (approssimative): circa 23 in aula e laboratorio + 15 ore per  sessioni di sviluppo e stampa assisititi dal docente + 2 di progettazione allestimento mostra + mostra finale.
Il docente è inoltre disponibile per sessioni da remoto durante le fasi di lavoro in autonomia.

Giorno del corso: Martedì.
Sessioni di stampa assistita: giorni concordati su appuntamento.

Date: 17, 24, 31 marzo – 14 aprile – 5, 26 maggio – 9-16 giugno

Orario: dalle 20.00 alle 22.30

Oltre a queste saranno definite insieme una serie di incontri individuali o di gruppo per stampare le immagini selezionate per ultimare il progetto assistiti dal docente.

Docente: Stefano Bernardoni

Min.-Max. partecipanti: 4-8 pax

A chi è rivolto il percorso: La partecipazione richiede continuità e presenza. Il percorso è pensato come un processo completo e non come una serie di incontri indipendenti. Le lezioni in aula possono essere seguite anche da remoto.

Requisiti: È richiesta una conoscenza di base del mezzo fotografico e una minima autonomia nel produrre immagini. Possedere una fotocamera analogica di qualunque formato. Nel caso non la si possiede possiamo fornirla noi

PREZZO PROMO con possibilità di rateizzazione.
Rispetto alla prossima sessione del 2027 costa il 17% in meno
. Per informazioni contattaci a info@bottegaimmagine.it

Per chi acquista versando l’intero importo entro il 16 febbraio avrà uno sconto del 15%. Se si versa l’intero importo entro il primo incontro avrà diritto ad uno sconto del 10% del totale.
E’ possibile anche rateizzare l’importo in tre trance:
–  Acconto iniziale per fermare il posto 150 euro entro 10gg la partenza.
– metà del rimanente entro il primo incontro
– Saldo entro il 16 aprile 2026.

Cosa è incluso: L’utilizzo della camera oscura, la chimica e tutti gli strumenti necessari. Se devi sviluppare una pellicola o stampare un negativo il docente ti supporterà in tutto il processo.

Cosa è escluso: carta fotografica, pellicole.

Titolo riconosciuto: certificato di frequenza (su richiesta)

Sede: c/o via Carlo Farini, 60 a Milano

Iscrizione: per iscriversi a questo corso è necessario versare un acconto di 150 euro. Il saldo totale deve essere effettuato entro il primo incontro.
Per chi acquista versando l’intero importo entro il 16 febbraio avrà uno sconto del 15%

Le iscrizioni potranno essere effettuate fino ad una settimana prima della partenza.

Per maggiori info:
info@bottegaimmagine.it

Stefano Bernardoni

IL DOCENTE STEFANO BERNARDONI
Inizia a fotografare all’inizio degli anni ’90, lavora esclusivamente in analogico, dal medio al grande formato, e ha realizzato numerosi progetti fotografici visibili sul suo sito personale.

La sua visione artistica è profondamente personale, intrecciando influenze e vissuto individuale.

Nel 2006 ha ottenuto un importante riconoscimento vincendo il primo premio al festival internazionale di fotografia di Solighetto con il progetto “Soglie visive”, che ha segnato l’inizio della sua visibilità editoriale ed espositiva, sia in Italia che all’estero.

Ha esposto in prestigiosi festival come FotoleggendoToscana Photo Festival e al Centro Italiano della Fotografia d’Autore, ed è stato recensito da importanti critici del settore.

Negli ultimi anni si sta dedicando esclusivamente alle tecniche di stampa antiche (Cianotipia, Kallitipia, Carta salata, Albumina), per approfondire il legame materico e intimo con l’immagine fotografica.

Tra il 2007 e il 2011 ha tenuto masterclass e mostre in diverse città russe, dove ha anche esposto nuovi progetti come “Dream in a mirror” e “Solaris”.

Ad ottobre del 2025 ha vinto il primo premio nella sezione “Analog/Film” al Budapest International Foto Awards, con un lavoro realizzato interamente con la cianotipia visibile a questo link. A giugno 2026 esporrà questo lavoro nelle città di Budapest.

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